Se sei mai stato a Karpathos in estate, lo conosci. Se ci vai per la prima volta, ti avverto: il Meltemi non è una brezza. È un sistema meteorologico che scende dal nord, si canalizza tra le isole del Dodecaneso e colpisce Karpathos con una regolarità quasi rispettosa. Luglio e agosto sono i suoi mesi. Può soffiare per due giorni, può soffiare per cinque. Non chiede il permesso.
Il Meltemi è un vento secco che abbassa la temperatura percepita anche di dieci gradi. Le spiagge esposte a nord — come Afiartis — diventano innavigabili per i bagnanti ma paradisiache per kite e windsurf. Le spiagge a est, protette dalla dorsale montuosa che attraversa l'isola, restano tranquille. Apella, Kyra Panagia, Ahata: lì il mare rimane piatto.
Il Meltemi non è un imprevisto. È parte del programma. Chi lo capisce, sceglie la spiaggia giusta.
Ho capito questo al secondo viaggio. Al primo ero convinto di essere sfortunato — il mare era mosso, le barche non partivano per il giro dell'isola, una giornata persa. Al secondo ho capito che la giornata non era persa: era diversa. Il Meltemi ti spinge verso l'entroterra, verso i villaggi, verso le taverne dove mangiano i karpatiaci. È uno di quei venti che cambiano i piani e migliorano il viaggio.