Perché questo libro

Perché ho scritto questo libro

Tramonto su Karpathos con un mulino a vento in primo piano

C'è un momento, in ogni viaggio vero, in cui smetti di guardare il posto e cominci a sentirlo. Per me quel momento è arrivato a Karpathos, in un punto del viaggio in cui non mi aspettavo che un'isola potesse cambiare qualcosa.

Non avevo in programma di restarne segnato. Ero arrivato come arrivano tutti: con una valigia, qualche giorno libero, e l'idea che si trattasse di una parentesi. Quello che ho trovato invece è stato un posto che continuava a chiamarmi indietro, viaggio dopo viaggio, fino a diventare qualcosa che non riuscivo più a definire semplicemente "vacanza".

"Le cose più importanti, qui, raramente sono quelle che vai a cercare apposta."

A un certo punto ho dovuto fare una scelta che non avevo previsto: continuare a vivere Karpathos come una parentesi, oppure lasciare che diventasse parte della mia vita reale, quella di tutti i giorni. Non è stata una decisione presa a tavolino. È successa per accumulo, un viaggio dopo l'altro, finché non c'è stato più un "dopo" da aspettare.

Sentiero costiero a Karpathos con vista sul mare e sulle montagne

Ho deciso di scrivere questo libro perché certe trasformazioni, quando le vivi, non hanno una trama chiara. Le capisci solo dopo, mettendole in fila. Scrivere è stato il modo che ho trovato per fare ordine in quello che mi era successo — e per condividerlo con chi, leggendolo, riconoscerà magari qualcosa della propria storia in questa scelta che non avevo previsto.

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